giovedì 12 settembre 2013

Mindfulness e genitori

Da genitore, ed avendo incontrato la pratica di mindfulness nella dolce attesa della mia compagna, ho sempre avuto un debole per l'incontro della mindfulness con genitori e bambini.

 Un tempo vivevo in una città di provincia, dal ritmo lento. Bastavano pochi chilometri per raggiungere il mare, e pochi di più per svettare in montagna. Ci si poteva spostare a piedi, per fare la spesa. L'auto diventava necessaria solo per le escursioni piu lunghe. Non per nulla, il lemma turistico della località era: Asturie, Paradiso Naturale.


 Il rientro nella grande città, desiderato perchè legato ai ricordi di una vita più giovane, si rivelò purtroppo drammatico. Se da un lato era una scelta necessaria, dall'altro il confronto con il ritmo, la confusione e forse l'inciviltà che caratterizza Roma è stato traumatico.

Ecco perchè nel ritorno al lavoro tradizionale, ho deciso di dedicarmi ad attività legate al benessere delle persone, mettendo a frutto anche le mie competenze trasversali frutto di anni di studi (sono psicologo clinico anche se opero in ambito aziendale) con un corso che anni fa mi ha permesso di conoscere una pratica antica come storia, ma moderna nella sua affermazione nel mondo occidentale. Una pratica che fior fiore di ricerca scientifica ha ormai sdoganato, provandone l'efficacia non solo come "metodo" per la riduzione dello stress (che è all'origine di un elenco nutrito di disturbi di natura somatica e psicologica) ma anche per la prevenzione delle ricadute nella depressione, nei disturbi dell'alimentazione, nel mondo scolastico e aziendale.

Mi proposi, grazie all'aiuto e al confronto con un amico e collega, di portare la mindfulness verso ampie fasce della popolazione, a prescindere dalla disponibilità economica degli interlocutori.
La grande occasione è stato poter partecipare a questo bando della Provincia di Roma, e la sensibilità della commissione che ha valutato le centinaia di proposte pervenute. Dopo mesi di attesa, il nostro progetto è risultato tra i selezionati. Adesso ci aspettano mesi di impegno, riunioni, incontri.
Per raccontare la mindfulness a chi non la conosce, per raccontarla senza parole, ovvero cercando di ascoltare i bisogni di tanti genitori, e a questi bisogni dare una risposta se non risolutiva almeno adeguata.
Per sperimentare un approccio basato su ascolto profondo, dei propri bisogni e quelli dell'altro, e sulla coltivazione intenzionale e costante di un senso, l'attenzione, che non sempre utilizziamo al meglio delle nostre capacità.
Per far capire che non si è soli di fronte a figli che a volte ci sembrano dei perfetti sconosciuti, pur avendoli cresciuti noi... a volte, i veri sconosciuti, siamo noi stessi. A noi stessi.